- Panzer Club - Prato v.2017.5

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Il noto sodalizio fuoristradistico pratese, trae le sue origini dalla passione di un gruppo di giovani ragazzi, siamo nei lontani anni 60’, in loro vivono ancora i brutti ricordi della guerra ma come si sa quando si è giovani la vita prosegue ed il divertimento e la spensieratezza prevalgono su tutto. Nella mente di questi giovani di all’ora poco più che ventenni ed oggi ultraottantenni restava vivo il ricordo e soprattutto le gesta di quelle incredibili macchine belliche, ordigni meccanici schierati da ambo le parti con i più avanzati ritrovati della tecnica.Macchine capaci di cose fino ad allora impensabili per la società poco più che contadina e poco meccanizzata dell’Italia pre-guerra.  
E’ proprio da qui che trae origine il nome del club infatti PANZER era il nomignolo con cui sia i soldati tedeschi che gli alleati usavano per chiamare i temibili tanks da battaglia tedeschi che agli occhi di quei giovanotti dovevano essere sembrate macchine talmente potenti e temibili da restargli così impresse fino a tal punto da voler chiamare proprio con quel nome e dopo molti anni da allora, il loro gruppo di temerari amici, tutti accomunati dalla passione per la meccanica e le macchine a quattro ruote motrici le uniche in grado di emulare anche se pur in minima parte le doti di mobilità possedute dai leggendari carri armati tedeschi. Tutto ha inizio nel 1969, riunendo circa 18 giovani e la prima storica sede fu l’allora “Sci Jolly club” fu da qui che il club mosse i suoi primi passi. La data ufficiale di fondazione del club risale al 10 ottobre del 1970 pochi e rari erano i possessori di veicoli a trazione integrale e quei pochi iniziarono a fare le loro prime escursioni percorrendo le colline nei dintorni di Prato. I percorsi preferiti erano gli itinerari aperti dalle pecore o dai cavalli dei pastori sardi del monte Caldana in direzione del Monte Maggiore la nostra “Table Montain” pratese, poi su per le Cavallaie verso i Faggi di Javello o a scorrazzare in lungo e in largo per la Retaia. Divenne quasi una piacevole routine settimanale che i pochi appassionati di allora si riunissero il sabato pomeriggio in piazza mercatale in piccoli gruppi e che tutte le volte si accingessero ad esplorare un nuovo angolo della campagna pratese spingendosi sempre più su.
In quei lontani anni sessanta i mezzi a disposizione erano per lo più residuati bellici a quattro ruote motrici per la maggior parte, Willys americane o la nostrana campagnola della FIAT e per tanto esisteva un altissimo numero di guasti e non c’éra volta che qualcuno di loro non tornasse a casa al rimorchio ma la passione era talmente tanta che sempre un numero maggiore di persone amava unirsi alle spensierate scorribande off road. Come non ricordare che una delle mete più ambite era la croce sul monte Retaia, con quella sua lunga ed irta pietraia che per le stanche 4x4 dei tempi rappresentava un ostacolo quasi insormontabile per non parlare poi della gioia di tutti colore che riuscivano a portare le ruote delle loro macchine fino a lassù, il tutto era motivo di vanto e rispetto. Comunque come ha scritto anche il famoso scrittore filosofo pratese Curzio Malaparte nonostante le difficoltà e gli intoppi la passione e la voglia di stare in compagnia era talmente tanta che si finiva sempre a tarallucci e vino, con grande soddisfazione di tutti.Arrivati ai primi anni settanta la passione per i fuoristrada si stava diffondendo un po’ ovunque lungo la nostra amata penisola e fu così che i soci di allora cominciarono a frequentare sempre di più i club che nel frattempo erano nati parallelamente al nostro e grazie all’esperienza maturata lungo le nostre difficili strade i Panzer pratesi, davano esempio di grande destrezza ed abilità nel condurre le loro macchine. Da queste piccole e gioiose aggregazioni scaturirono i primi veri e propri raduni e fu grazie alla passione ed alla forte cultura fuoristradistica di alcuni di loro che proprio il Panzer organizzò il primo vero e proprio grande raduno 4x4 d’Italia che denominarono Jamboree, in onore del famosissimo trail americano che fece la sua comparsa negli States addirittura del 1953. Ripercorrendo la durissima pista del Rubicon Trai lungo i sentieri degli Indiani d’America, i quali vi conducevano le loro carovane per attraversare le imponenti alture della Sierra Nevada. A questa prima storica edizione del Jamboree Italia che si svolse nel 1974 a Montemurlo (PO) vi parteciparono addirittura 150 mezzi 4x4 un numero enorme per le macchine a trazione integrale in circolazione a quei tempi. Questo genere di manifestazioni sono poi nel seguito degli anni state copiate e diventate la consuetudine anche per tutti gli altri club ma l’entusiasmo e lo stupore di allora credo che non siano più ripetibili. Il Panzer fu uno dei primi club italiani di 4x4 insieme al Savona fuoristrada ed al club nazionale fuoristrada di Bologna. Negli anni a seguire, con l’arrivo del benessere economico e dello sviluppo esponenziale dei mezzi fuoristrada avvenuto soprattutto negli anni 80’ grazie alle giapponesi più economiche e facilmente gestibili delle leggendarie 4x4 made in USA la passione per il fuoristrada si è diffusa a macchia d’olio in tutta Italia con un proliferare di club enorme. Ora siamo nel 2010 ed ancora dopo ben 40 anni il PANZER club è sempre li al suo posto ed occupa ora come allora una posizione di leadership indiscussamente riconosciuta da tutti gli altri. Siamo lieti di concludere queste brevi note di storiografia del club dicendoci oltremodo felici che il vecchio ed i nuovo Panzer abbiano favorito l’amicizia e la coesione di tante persone tutte attratte da questa strana passione che le accomuna nel voler risolvere i difficili problemi per il superamento delle asperità del percorso, convinti che tutto ciò contribuisca a dare loro fiducia in se stessi dandogli una marcia in più anche e soprattutto per oltrepassare i problemi reali della vita quotidiana. Lunga vita al Panzer club fuoristrada.

 
 
 
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